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Il valore del vuoto nelle relazioni

QUANDO STARE DA SOLI ANCHE IN COPPIA, CI AIUTA A RITROVARCI

Viviamo in un tempo in cui vogliamo tutto, subito: amore, attenzioni, conferme. Siamo cresciuti con l’idea che, se amiamo e siamo amati, dovremmo sentirci sempre pieni. Sempre “completi”. E se nella relazione compare un senso di vuoto, ci spaventiamo. Pensiamo che qualcosa non vada, che stiamo perdendo l’altro, o che ci stiamo perdendo noi.

Ma cosa succede se iniziamo a guardare quel vuoto in modo diverso?

QUANDO IL VUOTO PARLA

Il vuoto non è sempre il segno che qualcosa si sta rompendo. A volte, è lo spazio necessario per capire se ciò che stiamo vivendo ci corrisponde davvero. È un invito a fermarsi, ad ascoltare, a farsi domande importanti:
– Sto scegliendo questa relazione per amore o per paura della solitudine?
– Riesco a stare bene anche quando l’altro si allontana un po’?
– Mi sto rispettando o sto cercando di essere “giusto” per l’altro?

In psicologia, si parla spesso dell’importanza di saper “abitare l’assenza”: quei momenti in cui l’altro non c’è (fisicamente o emotivamente), e in cui possiamo scegliere se aggrapparci o prenderci cura di noi. E a volte, proprio lì, si cresce.

IL CASO DI MARTA: QUANDO IL SILENZIO DIVENTA UNA CHIAMATA

Marta ha 38 anni e arriva in terapia raccontando una storia d’amore che, a tratti, la fa sentire viva e felice, ma che spesso le lascia dentro un senso di vuoto difficile da spiegare. Il suo compagno, Davide, è affettuoso, ma ha bisogno dei suoi spazi: qualche giorno di silenzio dopo una discussione, weekend da solo per “ricaricarsi”, un modo di vivere la relazione che per Marta risulta spiazzante.

“Quando non mi cerca”, dice, “mi sento subito sbagliata. È come se mi dimenticasse, come se non bastassi.”

Nel tempo, Marta comincia a osservare quel vuoto con occhi nuovi. Scopre che in quei momenti non è solo la distanza di Davide a farle male, ma una vecchia paura di non essere vista. Di dover fare di più per essere amata. Inizia allora a usare quei silenzi non per riempirli di messaggi e tentativi di riconquista, ma per ascoltarsi. Per capire cosa vuole davvero, chi è oltre la relazione.

E da lì, tutto cambia: non solo nel rapporto con Davide, ma nel rapporto con se stessa.

RICOSTRUIRE, ANCHE QUANDO SEMBRA STARE NEL VUOTO SENZA RIEMPIRLO

Spesso ci insegnano che l’amore vero non ha pause, che si è sempre presenti, sempre vicini. Ma le relazioni sane sanno anche respirare. Conoscono l’alternanza tra vicinanza e distanza, tra parola e silenzio. Non si tratta di diventare freddi o distanti, ma di imparare a non avere paura del tempo in cui ci si guarda dentro, anche quando si è in due.

Il vuoto non va riempito a ogni costo. Va ascoltato.

Magari ci chiede di rallentare.
Di riconoscere che ci stiamo perdendo per piacere all’altro.
Di tornare a fare cose che amiamo, che ci nutrono.
Di riscoprire che possiamo stare da soli anche quando siamo in una relazione.

UNA DOMANDA PER TE

Quando senti un vuoto nella tua relazione, come reagisci?
Corri subito a colmarlo o provi a restare, ad ascoltare cosa ti sta dicendo?

Forse, proprio lì, in quel vuoto che spesso temiamo, si nasconde l’occasione più grande: quella di imparare ad amarci – e amare l’altro – in modo più autentico, meno dipendente, più libero.

Il vuoto non va riempito ad ogni costo. Va ascoltato.
Maria Paola Ciarelli
Psicoterapeuta

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