Sono entrata al Rizzoli per accompagnare mio figlio e mi sono ritrovata, inaspettatamente, a fotografare.
All’inizio non ci ho fatto molto caso. Una finestra, una porta antica, la luce che attraversava un vetro, un affresco. Poi ho pensato che fosse piuttosto strano.
Ero in un ospedale.
Ero lì con tutte le preoccupazioni che un ospedale…
Quando un figlio entra in ospedale, il genitore diventa una sorta di barriera affettiva tra il bambino e ciò che sta vivendo: accoglie il dolore, lo interpreta, lo traduce e prova a renderlo pensabile. Un viaggio attraverso l’attesa, la paura, il rapporto con il personale sanitario e quella lenta ricostruzione della fiducia nel corpo e…
Le barriere hanno una cattiva reputazione.
Le immaginiamo come ciò che separa, impedisce, interrompe. Pensiamo al muro che limita il passaggio, alla rete che divide, alla porta chiusa che nega l'accesso.
Eppure esiste un'altra funzione delle barriere, meno evidente e forse più interessante: esse ridefiniscono il nostro modo di guardare.
Una finestra d'ospedale ne è…
Quante volte, andando a Palermo, ho sentito pronunciare questa espressione: «Gioia mia».
Due parole semplici, capaci di racchiudere un mondo. Un modo di chiamare qualcuno che è insieme tenerezza, appartenenza e fiducia. Un'espressione che accoglie, ma che non trattiene. Che ama senza possedere.
È anche il titolo di un film disponibile su Netflix.
Racconta la storia…
Ci sono esperienze che accomunano tutti gli esseri umani. Una di queste è la perdita.
La morte di una persona cara o la fine di un amore. Ogni volta qualcosa dentro di noi si ribella. Come se la mente dicesse: "Non può essere finita. Non ancora."
Forse perché la nostra mente non nasce per confrontarsi con…
«Lo so che ormai è passato, ma il mio corpo continua a reagire come se fosse ancora lì.»
È una frase che ascolto spesso nel mio lavoro e che racconta qualcosa di molto importante: non sempre il nostro corpo e la nostra mente viaggiano alla stessa velocità.
Può capitare di aver superato un periodo difficile,…
